Il complesso monumentale della Villa Reale di Marlia è di estremo interesse perché ha in sé stratificate le testimonianze di due importanti periodi costruttivi dell´architettura delle ville lucchesi. Una parte del parco conserva infatti ancora l´originario impianto seicentesco, con i suoi sempreverdi geometricamente ordinati e con il teatro di verzura, impiantato nel 1652, le cui siepi hanno raggiunto ormai una notevole altezza. Allo stesso periodo appartiene il teatro d´acqua posto dietro il palazzo, opera, secondo Isa Belli Barsali, dello stesso architetto che ha progettato la peschiera e l´esedra che le fa da sfondo. Quest’ultima è notevole per la dinamicità della pianta e delle linee architettoniche, oltre che per il sapiente impiego dei materiali da costruzione. L’effetto dell´utilizzo di materiali ruvidi, come il tufo, affiancati a materiali lisci, è quello di una maggiore fusione dell’architettura in muratura con l’architettura “naturale” delle siepi. Come le siepi di sempreverdi simulano le pareti, così le opere umane in muratura simulano le rocce.
Il palazzo è invece, nella sua forma attuale, opera neoclassica e risale al periodo del principato napoleonico dei Baciocchi. Si presenta come una imponente e sobria costruzione a tre piani; l´ingresso principale, nella facciata a valle, è realizzato da tre arcate sormontate da una balaustra con colonnine. Nella facciata posteriore è presente un portico. Interessante è soprattutto la sistemazione degli interni, in cui sono particolarmente curati, secondo i dettami della scuola degli architetti napoleonici Fontaine e Percier, il rapporto e la coerenza tra la struttura architettonica e la decorazione.

Va ricordato il grande affresco La Danza delle Ore, del pittore lucchese Stefano Tofanelli, che decora il soffitto della sala da ballo.

Nel 2015 una giovane coppia svizzera, essendosi perdutamente innamorata del complesso ormai trascurato, acquistò la proprietà. Le difficoltà non tardarono ad arrivare e solamente un paio di mesi più tardi, una terribile tempesta di vento abbatté molti alberi secolari, complicando così il risanamento del parco. Nonostante gli innumerevoli ostacoli riscontrati, i proprietari decisero comunque di accettare la sfida di riportare la Villa Reale di Marlia al suo antico splendore commissionando importanti lavori di restauro.